Libellule: come tutto è (s)partito N°26

31/05/2026 - come tutto è (s)partito
Libellule accompagnato da dei musicisti mentre suonano Nuovo Ordine

Libellule: come tutto è (s)partito

Sì, lo so: questo episodio di Come tutto è (s)partito è in ritardo. Ma che ci volete fare? La vita non sempre va come l’avevamo pianificata. Però vi prometto che l’attesa ne varrà la pena perché l’artista di cui vi parlo oggi ha qualcosa di interessante da dire. Lui è Alexander Frizzera, in arte Libellule.

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I primi passi nella musica

Se vi dicessi che il nome Alexander Frizzera vi dice già tanto sulle sue origini cosa pensereste? Frizzera è il classico cognome Trentino, regione natale di suo papà. Alexander, invece, è un nome inglese e ci racconta qualcosa su sua mamma, originaria del Regno Unito. Proprio la mamma è il primo contatto di Alexander con la musica: «Fin da piccolo ascoltavo i vinili di mia mamma che mi ha introdotto ai grandi cantautori inglesi e ai gruppi anni ‘60».

In Inghilterra Alexander ci ha vissuto e ci ha suonato e poi è arrivato in Italia. È sopravvissuto ai 27 anni, che per un musicista è sempre un’impresa, e oggi di anni ne ha 33 (dovrà sopravvivere anche a questa cifra pare). Per guadagnarsi da vivere fa l’insegnante di musica, di ginnastica e, ovviamente, d’inglese.

Alle superiori Alexander fa il passo dall’ascolto alla pratica e comincia a spaccarsi le dita sulle corde: «Ho iniziato a suonare la chitarra alle superiori. Mia mamma aveva una chitarra classica con cui faceva qualche canzone da campeggio, all’inizio la mia idea era quella. Poi ricordo di aver comprato una chitarra elettrica ad un mercatino dell’usato in Inghilterra, non era messa molto bene».

 

«Quando riesci a creare qualcosa che senti nuovo e reale è una magia. Con la musica questo senso di stupore arriva subito, mentre con altre forme d’arte ci vuole un po’ per renderti conto che quello che hai creato vale. Con la musica no, finisci di suonare e ti sale la botta di adrenalina di quando fai qualcosa di bello. È come se trascendesse»
Libellule
Cantautore

La prima volta che Alexander scrive una canzone sta giocando: «giocando impari cosa ti piace e cosa no, forse anche perché il gioco è basato sull’idea che non si deve arrivare da nessuna parte, sono qui per divertirmi e vediamo che succede. Ho preso una chitarra e ho provato».

E poi succeda la magia: ciò che crei ti piace e vuoi farlo di nuovo. E così, una canzone dopo l’altra, un giro d’accordi dopo l’altro, la musica diventa una parte importante di chi sei.

«Una delle prime volte che ricordo questa sensazione di wow ero in un garage con Chiara Chistè. Stavamo lavorando a questo pezzo, Flash Floods, e io avevo fatto gli archi – ricorda Alexander- lei ha questa voce bellissima e ricordo bene la sensazione di aver creato qualcosa di bello».

Libellule: come tutto è (s)partito

A fare il cantautore Alexander comincia a Londra con un nome d’arte dagli echi letterari: Tin men (uomini di latta). «Il progetto solista ha avuto tre cambi nome, dal primo sono passato al secondo, The evening empire dal testo di una canzone di Bob Dylan e poi è arrivato Libellule, quando sono tornato in Italia».

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«Libellule è una parola bella da sentire, ha una sonorità melodica. Il bilanciamento delle lettere mi piaceva e poi ho scoperto il significato della libellula: un animale che nasce sotto acqua e si trasforma, entra nell’aria. In Giappone, per esempio, è un animale spirituale ed è quello che segna nuovi inizi»
Libellule
Cantautore

Insomma, al cambio di mondo tra Inghilterra e Italia corrisponde un cambio di nome: «C’è stata, oltre allo spostamento spaziale, un’evoluzione interiore. Con il nuovo nome ho iniziato a cantare in italiano che è stata tutta una nuova sfida. Ho ancora in mente di tornare all’inglese, però, per ora l’obbiettivo e trovare gli archetipi musicali italiani per portare la mia musica nell’avanguardia italiana».

Il primo album italiano per Libellule arriva nel 2022 e si chiama In movimento. «L’ho registrato a Trento con Fabio de Pretis al Blunoise studio – spiega Alexander – Era il mio primo esperimento con l’italianità. Poi sono stato a Torino tre anni e ho scritto “Nuovo ordine”. Il video di questa canzone ha vinto vari premi internazionali. Lo ho portato anche a Cannes, a Indie Cannes e me lo hanno proiettato in un cinema a Cannes».

Ad oggi, Alexander sta lavorando a un nuovo album previsto per il 2026: «Sto scrivendo questo nuovo album che sarà una figata incredibile. Sarà interessante perché è un album pieno, con tante cose da dire e che affronta tanti temi del nostro tempo. Uscirà nel 2026, l’anno della grande Onda, anche perché ho scoperto che Metropolis, il film cult degli anni 30 è ambientato nel 2026 e ci sono tutta una serie di cose che tornano».

Musica per l'anima

E mentre aspettiamo questo album fighissimo che ci promette, vale la pena approfondire il suo rapporto con la musica: «Io scrivo musica per l’anima – afferma – Perché secondo me le nostre anime hanno bisogno di essere nutrite di cose belle. È come andare al supermercato e comprare la peggio pasta base, dopo un po’ è come mangiare cartone. Noi siamo circondati da arte che è cartone, dopo un po’ che mangi cartone non sai più cosa sia una cosa buona e noi dobbiamo tornare a ricordarci che si può fare l’orto, si può mangiare bene e ascoltare buona musica.

«La nostra anima ha bisogno di cose che risuonino con lei. La nostra anima ha bisogno arte per stare bene»
Libellule
Cantautore

Accanto a questa missione, Alexander coltiva un rapporto personale con la musica: «C’è una gioia e una soddisfazione incredibili nel creare. Ho continuato a fare musica perché non sapevo fare altro, non so fare altro. So fare un po’ di tutto, ma non so fare niente».

In questo senso, tutto ciò che Alexander sa fare e non sa fare, diventa musica: «Nessuno scrive un bel pezzo seduto in una stanza, devi vivere per fare un bel pezzo. Non puoi a tavolino fare un bel pezzo, devi vivere fare tante esperienze: amore, dolore, terrore… tutto e poi tutto entra in musica. Il vissuto entra in musica. Anche per questo l’IA non potrà mai fare musica: perché non può vivere».

«La musica è il miglior attrezzo per conoscere te stesso. Per fare della bella muscia tu sei una palette, e la tua vita è un’opera d’arte: se hai qualcosa da raccontare la metti in musica, per fare della bella musica sei costretto a vivere la vita»
Libellule
Cantautore

Questo discorso vale più in generale per ogni forma di arte, e mentre lo dice mi chiedo che cosa mi aspetto io da una canzone. Mi basta che sia orecchiabile? O voglio sapere che dietro quelle parole c’è qualcuno?

«Federico Faggin, ex ceo di silicon valley italiano che poi ha scelto una strada mistica, dice che una macchina usa la statistica – mi spiega Alexander – La macchina non sa cosa significhi quella parola, la seleziona secondo un codice di uno e zero. La sensazione di tramonto la macchina non la avrà mai e questo le manca. A All’IA manca quella cosa che ci rende deliziosamente umani, nel bene e nel male, il nostro mondo interiore non può essere ridotto a dei numeri».

Sempre citando Faggin, Alexander mi spiega che ci sono due mondi: uno esteriore e misurabile e l’altro interiore e inquantificabile. «Oggi premiamo sono il mondo esteriore, quello misurabile, spesso in denaro. Il punto è che se ci concentriamo su quello non saremo mai contenti perché c’è sempre un numero più alto. Ieri sentivo un’intervista di Battiato che rispondeva alla domanda “cosa ci ricorderemo prima di morire?”. Ci ricorderemo quanto abbiamo amato. I nostri maggiori pentimenti sono aver lavorato troppo, non essere stati abbastanza con chi amiamo».

La musica di Alexander, quindi, prova a fare questo: a tradurre la vita in parole e melodie, a parlare alle anime perché quello che conta è farsi compagnia. E se vi ho incuriositi con questa intervista vi lascio qui il link a Spotify e a YouTube.

Noi, come sempre, ci sentiamo al prossimo episodio.

A presto

Daph

Carta d'identità: Libellule

Nome: Libellule

Genere: Musica per l’anima

Attivo dal: 2022

Prima canzone: Quando me ne andrò

La gente dovrebbe ascoltarti: Per dare da mangiare cibo buono alla propria anima.

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