Sogni dell’Adige: come tutto è (s)partito N° 25

29/04/2026 - come tutto è (s)partito

Sogni dell'Adige: come tutto è (s)partito

In questo episodio di Come tutto è (s)partito raccogliamo i frutti dei Trentin Music Awards e intervistiamo i Sogni dell’Adige. La prima volta che li ho visti era all’edizione dei TMA di qualche anno fa ed erano facce tra le tante che affollano lo Smartlab. Il mese scorso Max me li ha presentati al bancone del bar e potrebbero essere ufficialmente i primi artisti di questa rubrica che intervisto soltanto dopo aver sentito la loro musica.

Probabilmente succederà molte altre volte dopo questa intervista perché ormai la musica locale è entrata nelle mie playlist, ma questo è un altro discorso e noi siamo qui per parlare dei Sogni dell’Adige (per gli amici SoDA), quindi ciancio alle bande e cominciamo.

Table of Contents

Fabio e Federico

Fabio Soldi, classe ’89 di Pomarolo (Rovereto) scopre la musica a 14 anni: «Ero in camera mia e stavo ascoltando Made in Japan dei Deep Purple, un album live che mi aveva dato mio papà. Mi ricordo in modo molto lucido il momento in cui ho fatto finta di suonare la chitarra, senza manco sapere bene come fosse fatta. Mi sono visto come musicista e ho deciso che avrei imparato a suonare».

Federico Dapor, classe ’89 pure lui, di Rovereto città comincia a suonare quando è ancora molto piccolo: «A 6 anni ho cominciato a suonare il violino e lo ho suonato per tre anni. In realtà a me piaceva tanto cantare e il violino non mi piaceva per niente, motivo per cui ho avuto una specie di crisi musicale: vivevo la musica come un dovere anziché come una passione. Insomma, me lo sono vissuto abbastanza male quindi ho smesso».

Anni dopo, Federico incontra di nuovo la musica e questa volta le cose funzionano: «Ho riscoperto la musica in terza media quando avevo 13 anni. Ho trovato una chitarra che avevamo in casa e mi sono messo a suonarla, poi ho scoperto i Pink Floyd, il progressive e il rock anni Settanta e ho ricominciato a suonare e a cantare».

Un posto per la musica

Se c’è una cosa che ho imparato in queste interviste è che quasi nessuno dei nostri musicisti lavora con la sua musica e tutti sono portatori di un puzzle di incastri tra lavoro e canzoni. Anche Fabio e Federico che mi raccontano il loro lavoro dalle sponde dell’Adige con addosso due cappelli di paglia che hanno il sapore dell’estate.

«Purtroppo e per fortuna abbiamo passioni sportive e musicali che ci occupano tanto tempo – mi spiega Federico – entrambi abbiamo fatto esperienze lavorative molto variegate e, per quanto mi riguarda, ho sempre cercato un lavoro che mi permettesse di avere del tempo da dedicare a queste passioni».

Il lavoro giusto Federico l’ha trovato come professore di filosofia a Tione, mentre per Fabio la strada che gli permette di conciliare il lavoro con gli hobby passa per l’università di Trento, in particolare negli uffici direzione risorse umane.

«Possiamo definirci degli artigiani della musica. Quando sei un ragazzino speri sempre di diventare una star che riempie i palazzetti, crescendo ti rendi conto che sono pochi quelli che arrivano così in alto. Però la vita è una e la musica la riempie. È questione di seguire la voce interiore che ti porta su quella strada, che ti fa sentire che suonare ti viene bene, non tanto perché siamo dei virtuosi, ma perché ci piace farlo. E quando ti piace così tanto è naturale investire tempo e soldi in questa passione»
Sogni dell'Adige

Due diventa uno

Fabio e Federico sono un duo in cui tutti suonano e tutti cantano: «Decidere chi canta è abbastanza naturale – spiegano – in genere chi compone la canzone è anche chi canta la principale linea vocale. Scrivere la canzone è come gettare le basi su cui poi si costruisce in due. La canzone viene sistemata e lavorata in compagnia e nascono le seconde linee».

I Sogni dell’Adige fanno principalmente musica propria e alle cover si dedicano poco: «Quando cantiamo canzoni di altri scegliamo abbastanza a caso chi canta».

«Ci sono delle differenze tra le due voci, però di base abbiamo un timbro simile e a volte chi ci ascolta non sa distinguere chi dei due stia cantando. A livello timbrico ci sono dei colori molto simili. Quanto cantiamo insieme come duo siamo più della somma dei singoli musicisti, siamo più di un’unica persona si crea un’armonia vocale che ci distingue»
Sogni dell'Adige

Sogni dell’Adige: come tutto è (s)partito

Fabio e Federico si conoscono un po’ da sempre come succede a chi ha la stessa età e gira nella stessa città. «Siamo amici da molto tempo – spiegano – Non perché fossimo in classe insieme, ma perché ci si beccava alle feste, e si frequentavano le stesse persone. Quando poi si avevano interessi simili si finiva per frequentarsi un po’ tutti. Tra il 2005 e il 2010 a Rovereto c’erano tanti gruppi di tanti generi diversi ed è stato un periodo musicalmente prolifico»

L’idea di suonare insieme però nasce qualche tempo dopo, nel 2018: «Come idea era nata durante un’escursione in montagna, ma non l’avevamo mai concretizzata. Nel 2018 ci siamo trovati per la prima volta a suonare insieme riarrangiando e rielaborando canzoni scritte da noi»

All’epoca il progetto del duo non era ancora sul tavolo e ci è arrivato solo dopo aver ottenuto la prima data: «Il progetto strutturato è nato con gli anni: per qualche motivo, ci siamo trovati in mano una data, e quando sei di fretta sei costretto a tirare fuori una struttura, così sono nati i Sogni dell’Adige».

«Nel 2018 Fabio abitava a Sacco, a fianco al fiume Adige, proprio sugli argini. Si facevano prove un po’ a casa di uno e un po’ a casa dell’altro. Una sera, a Sacco, stavamo facendo prove e i vicini si sono lamentati e ci hanno cacciati via. Abbiamo preso una birra a testa e ci siamo messi a far prove fuori, in riva all’Adige con le nostre chitarre»
Sogni dell'Adige

Dopo quel primo concerto Federico e Fabio si rendono conto che il duo funziona, ha potenzialità e si divertono: «Ci siamo messi a lavorarci una canzone alla volta spendendo ore e ore in sala prove. Ci piaceva anche perdere una giornata intera di prove su una canzone sola, fatta e rifatta finchè ci veniva bene».

Ad oggi i Sogni dell’Adige hanno all’attivo un EP, Sogni dell’Adige: «Tecnicamente è un EP, per noi però è un Album – chiariscono – sono sei canzoni con uno stampo un po’ retro ma fatte oggi. Non abbiamo mire da algoritmo, ma ogni canzone nasce semplicemente dalla voglia di scriverla».

«È inevitabile definire la nostra musica come cantautorale. È la prima definizione da cui non possiamo esimerci. Potremmo aggiungere cantautorale con influenze rock, ma quella è la nostra base perché siamo figli di De Andrè, Battisti e della musica italiana anni ‘70»
Sogni dell'Adige

E con questo possiamo concludere anche questo episodio. Come sempre vi lascio i link YouTube e Spotify per andare ad ascoltarli.

Noi ci sentiamo al prossimo episodio

A presto

Daph

Carta d'identità: Sogni dell'Adige

Nome: Sogni dell’Adige

Musicisti: Fabio Soldi e Federico Dapor

Attivi dal: 2018

Prima canzone uscita: Cuore in affitto (2021)

Perché la gente dovrebbe ascoltare la vostra musica? Perché le nostre canzoni parlano della gente che ci ascolta. Sono canzoni che chiaramente affrontano temi molto quotidiani e sono belle.

 

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