Xesse: come tutto è (s)parito N°27

29/07/2026 - come tutto è (s)partito
Xesse: come tutto è (s)partito N°27

Ero sinceramente tentata di scrivere un altro episodio speciale di Come tutto è (s)partito dopo quello di giugno. Ma quanti episodi speciali sono tollerabili? Quanto posso assecondare la mia voglia di raccontare la vita dei musicisti trentini a discapito delle interviste?

Oggi non risponderemo a queste domande perché sono tornata sulla retta via e vi ho portato la storia di Xesse (si legge come la taglia dei vestiti). Xesse è un altro degli artisti che ho conosciuto grazie ai Trentin Music Awards e visto che nel 2026 ha fatto uscire un album, quale miglior occasione di intervistarlo anche qui?

Ma ciancio alle bande e cominciamo!

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Le prime note di questa storia

Xesse, all’anagrafe Alessio Zanor, è originario di Trento dove vive attualmente. Classe 2002, Alessio inizia a suonare la chitarra alle medie: «Ricordo distintamente il momento in cui ho preso questa decisione: ero alle elementari e il mio compagno di classe suonava la chitarra alla festa di Natale. L’ho guardato suonare e ho pensato: “Voglio essere lì anche io”. Sono riuscito a concretizzare quel desiderio solo alle medie». 

In casa Zanor nessuno suona: «Mia zia però è insegnante di violino – racconta Alessio – e mio papà per compensare ascoltava i Metallica a tutto volume». 

All’inizio Alessio con la chitarra si limita all’esecuzione delle canzoni imparando tutta la parte strumentale.  A cambiare musica è la Pandemia Covid: «Ricordare quel periodo è difficile – ammette Alessio – le giornate erano abbastanza uguali e mi è rimasto poco. Ricordo che era il periodo in cui cominciavo ad approcciarmi alle relazioni sentimentali, che, ovviamente, non sbocciavano mai anche per via della distanza. Poi c’è stata una relazione molto tossica e, nello stesso periodo, ho cominciato ad ascoltare musica italiana. Tutto questo ha contributo a spingermi verso la scrittura».

Xesse cresce a pane e Green Day costruendo il suo gusto musicale sulle band americane fino, appunto, al 2020: «Ho cominciato ad ascoltare l’indie che andava in quel periodo: Gazzelle, Coez, Calcutta… cose così. E da lì ho preso a scrivere i miei testi. Anche se, avevo già scritto prima: alle elementari ho partecipato a questo contest, Povo’s got talent, ed eravamo andati con una canzone scritta: Tre ragazzi e una chitarra».

Musica: croce e delizia

Insomma, la musica nella vita di Alessio arriva alle medie e diventa un’amica su cui fare sempre affidamento, un canale espressivo privilegiato e una strada in salita da percorrere.

«Sono molto solitario e la musica, vuoi o non vuoi, mi accompagna sempre, mi fa compagnia. È una valvola di sfogo, un modo per esprimermi, ma anche, a volte un elemento di frustrazione»
Xesse: come tutto è (s)partito N°27
Xesse
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La frustrazione dei musicisti abbiamo imparato a conoscerla bene in questa rubrica tra riconoscimenti che non arrivano, cachet inesistenti e la fatica di conciliare vita e lavoro con le prove. «Per me poi è difficile anche perché sono da solo – racconta Alessio – Anche se mi interfaccio con vari musicisti, tutto dipende da me, quindi quando ho dei periodi no metto in dubbio tutto. Ci sono dei momenti in cui semino e non raccolgo niente e allora cosa continuo a fare?».

Nonostante le incertezze, però, Xesse ancora non ha abbandonato la musica: «A volte, mi viene il pensiero di non essere abbastanza bravo, di non arrivare abbastanza, di non aver speranza. Però preferisco sempre mettermi in dubbio piuttosto che credere di essere già arrivato. E poi non smetterei comunque: la musica fa parte di me».

«In questo periodo non sto scrivendo niente di nuovo, ma faccio concerti in giro con un progetto che mi piace. Gira che ti rigira torno sempre lì, torno sempre a fare musica»
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E anche nel lavoro Alessio porta la musica: «Lavoro a scuola come insegnante, quest’anno ho fatto sostengo e anche in questo ci ho portato la musica».

Xesse: come tutto è (s)partito

«Sono diventato Xesse nel 2022 – prosegue Alessio – con la pubblicazione del primo singolo. Avevo prodotto questo singolo nel corso di un anno intero, prima di cambiare produttore, e volevo semplicemente buttarlo fuori».

«Xesse è nato per merito di mia mamma. Eravamo a cena e stavamo discutendo su che nome d’arte dovessi scegliere. L’idea è nata perché sono basso e, visto che nella mia vita sono molto autoironico, ho pensato di darmi un nome che mi prendesse un po’ in giro su questo, nonostante non sia sempre stato sereno a riguardo. Da lì è nato Xesse, come la taglia dei vestiti»
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Se la scelta del nome è filata lisca, un po’ meno è la scrittura: «Trovato il nome d’arte mi sono interrogato su come scriverlo. Ancora non so come sono arrivato a questa soluzione. So che a me sembrava ovvio che si leggesse come le taglie sui vestiti: X S. Però a quanto pare non è scontato e sbagliano spesso a pronunciarlo. In ogni caso non voglio cambiare nome».

Il nome no, ma il produttore sì e Xesse arriva in Busa alla MetroRec di Sirio: «Avevo da parte sei brani, i primi che ho scritto in periodo pandemia e ho dato vita al primo EP, Tornasole».

Indie cantautorale?

Dal 2022 a oggi sono passati quattro anni, un singolo, un EP e un album e Xesse si trova davanti a un bivio nella sua strada musicale: «Nella mia musica c’è dell’indie e del rock. Comunque, di matrice rimango abbastanza pop come scrittura. Questo mi fa arrivare a un bivio: prendere la direzione cantautorale oppure spostarsi sull’indie rock più classico?».

«Io sono nato e cresciuto con le band e per me la parte strumentale non è un contorno, ma è fondamentale tanto quanto il testo. Quando ascolto musica do lo stesso valore al testo e alla parte musicale»
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Oltre al progetto solista, Xesse fa parte di Dicono di Cesare, la cover band di Cremonini: «Come stile di scrittura il suo mi piace. In generale mi piacerebbe fare testi profondi che variano dalla ballad malinconica al pezzo potente. Ora come ora io mi sento nel mezzo un po’indie e un po’ cantautorale. Ho dei testi che mi piacciono e sono i più cantautorale e quindi mi sembra quella direzione lì».

E se sullo stile musicale qualche dubbio c’è, sulle tematiche Alessio ha le idee chiare: «Sulle tematiche mi sento abbastanza libero, scrivo di quello che mi sento di condividere.  Cerco di scrivere portando sincerità e autenticità e non ponendomi per forza l’obiettivo di arrivare alla gente. Scrivo perché ho bisogno e voglia di scrivere. Nelle mie canzoni ci sono sempre io, mai un personaggio. Quando scrivo non prendo mai nemmeno delle reference, ma butto già quello che mi viene».

«Con la musica porto la mia identità. Non scrivo per piacere agli altri, scrivo quello che mi sento di scrivere: può essere una cosa profonda o anche no perché a volte mi va di restare leggero»
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Insomma, se vi va di conoscere questo nuovo artista come sempre vi lascio il suo canale YouTube e Spotify. Siete arrivati in tempo per scoprire che piega prenderà la sua musica: indie o cantautorale? Forse tutti e due. Non vi resta che seguirlo per scoprire come andrà. Per non farci mancare nulla, qui trovate il suo sito web.

Io per oggi vi saluto qui, ci sentiamo al prossimo episodio

Daph

Carta d'identità: Xesse

Nome: Xesse

Genere: Indie Rock. 

Attivo dal: 2022

Prima canzone: Dove tutto inizia 

La gente dovrebbe ascoltarti: Perché io porto la mia identità nelle canzoni. Non scrivo per piacere agli altri, ma scrivo per raccontarmi in modo autentico e sincero

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