I musicisti si conoscono tutti. Ve lo ho accennato tante volte e ve lo ripeto ancora. Sarà che frequentano gli stessi luoghi, sarà che hanno la stessa passione, sarà che le occasioni sono comunque sempre quelle… Io so solo che finiscono sempre per intrecciarsi tra loro, un tappeto di fili mescolati che forma un disegno tutto da scoprire.
E dopo questo lunghissimo preambolo, prendiamo in mano uno di questi fili e andiamo a vedere dove ci porta. L’ultima volta ci siamo lasciati con Jcx di Trambileno e prima ancora con i Quandomai! di Mori, oggi restiamo sempre da quelle parti e andiamo a scoprire Pesch di Serravalle all’Adige.
La prima volta che ho visto Pesch ero a Bolzano, al Sudwerk per girare il video di Carpa. E già solo da questa prima riga ho messo insieme due musicisti. Poi lo ho ribeccato in giro e ne ho sentito parlare di nuovo quando ho intervistato i PKR di cui Francesco Peschedasch è uno dei fondatori.
L’ultima volta che l’ho visto, prima di intervistarlo, era all’inaugurazione di un’associazione (Echoes) che ha messo in piedi con un po’ di amici, tra cui Giorgio, batterista dei PKR.
Visto? I musicisti si conoscono tutti. E dai, e dai è arrivato il momento di parlare di Francesco, cantante produttore e onnipresente come il prezzemolo.
Francesco Peschedasch, classe 2003, è originario di Serravalle all’Adige (perché ci piace nominare per bene tutti i paesini del Trentino) e attualmente domiciliato a Padova per motivi di studio.
La sua storia musicale inizia da bambino quando comincia a studiare violino: «Da piccolo suonavo il violino al CDM – racconta – Ho cominciato con quello perché è lo strumento che suonava mio papà e mi incuriosiva. Fino alle superiori ho studiato violino che è uno strumento abbastanza difficile con una curva di apprendimento molto lunga. Ci vogliono tanti anni per farlo suonare piacevolmente perché è molto facile farlo stridere. È un po’ stressante, ma quando ci riesci è davvero bello».
A cambiare le carte in tavola ci pensa la pandemia: «In quel periodo ho cominciato a scrivere canzoni e le ho fatte sentire al mio maestro di violino. Lui ha detto che era roba interessante e io sono andato a prendere lezioni di armonia pop con un insegnante del CDM».
Quest’insegnante apre a Pesch il mondo di Ableton, uno dei programmi più utilizzati per produrre musica e con questa nuova freccia nell’arco, Francesco Peschedasch si dà alla produzione di canzoni.
Non solo immaginazione sulle linee melodiche, ma anche una preparazione tecnica solida accompagnano Francesco nella sua nuova passione: «Negli anni ho imparato solfeggio e teoria musicale e questo mi è tornata utile per le linee vocali. Sono partito dalla teoria degli accordi che sono più note insieme, il contrario di come ho sempre ragionato con il violino».
Come altri artisti che abbiamo intervistato, anche Francesco fa parte dei pazienti della dottoressa Musica, quella che ti permette di dar sfogo a tutto ed esprimerti a pieno: «La musica per me è un po’ una valvola di sfogo: in musica puoi dire tutto e io sono sempre stato uno che fatica a verbalizzare le emozioni. La musica mi ha aiutato a dire cose che non avrei detto a nessuno. Mi ha aiutato a dirle anche a me stesso».
Abbiamo sentito tante volte che le canzoni sono strumenti per esprimere emozioni e Pesch si inserisce in questo filone aggiungendo però un altro tassello: «Ho cominciato a fare musica perché mi piace. Ascolto tanta musica e ho sempre suonato quindi mi è venuto naturale».
Decidere poi cosa farci di questa spinta naturale è tutta un’altra questione, ma Pesch non ha grosse pretese e vuol solo poter coltivare la sua musica: «Ho visto tanta gente che faceva musica da un po’ vedere che non arrivare risultati e smettere. E ci sta. Io però non ho l’obiettivo di farne un lavoro anche perché so che finirei per bloccarmi».
Pura passione che si mescola sempre con la voglia di fare bene: «Ovviamente non ti devi sabotare! Bisogna sempre fare le cose al meglio, se ci tieni. Però credo che valga la pena viversela bene, senza mettersi in competizione con gli altri e con sé stessi, altrimenti diventa uno stress».
I suoi amici e noi altri che leggiamo Come tutto è (s)partito.
Dall’inizio del suo percorso, Pesch ha cambiato qualche formazione, cominciato band lasciate a metà ed è pure stato in Austria per un anno.
«Ho iniziato a fare cose mie con questo mio amico, Raffaele Ferrari delle Pecorelle, poi sono uscito, anche perché vivo a Padova e c’erano delle difficoltà logistiche – confessa Francesco – Questo è stato il primo progetto».
Da quei primi passi l’acqua è passata sotto i ponti e le pecorelle sono diventate PKR, mentre Francesco è finito in altri progetti: «Ho iniziato a fare musica a Padova con un progetto di gente del conservatorio, dove studio. Questo mi ha aiutato perché mi ha permesso di scrivere tante canzoni anche se non è ancora uscito niente. Mi ha aiutato a capire chi sono artisticamente».
Poi però la vita va avanti e i progetti si sfaldano: «Io sono stato un anno in Austria perché sentivo il bisogno di andare via. Il progetto a PD si è arenato anche perché ci siamo tutti divisi, chi andando a Milano, chi ha smesso, chi si è spostato altrove».
Rientrato in patria, a luglio dello scorso anno, Pesch si trova a rimettere insieme la sua carriera artistica che non si è mai fermata anche oltreconfine: «Ho fatto uscire un EP di 5 tracce che si chiama Musica Medicina che ho scritto a Gratz, in Austria. Là non conoscevo nessuno e non ho cercato collaborazione. Ho fatto tutto io con il mio PC e mi sono autoprodotto i pezzi abbastanza romanticamente nella mia cameretta».
In questo momento Pesch ha all’attivo questo EP, una coppia di singoli legati insieme in “Un fine settimana qualunque”, un singolo dal titolo Vedi Cara e musica prodotta con un membro dei Supermarket (un giorno intervisterò anche loro. Abbiate fede).
«Sto lavorando ad alcune cose con la vecchia band padovana, ma chissà cosa uscirà – confessa – e poi sto producendo per altri».
In mezzo a tutto questo c’è in programma anche un album che si spera uscirà entro fine anno.
Che tipo di album? Ve lo dice lui: «Faccio canzoni piene di parole. Faccio un po’ quello che ascolto, cioè indie con un po’ di influenza rap nella musica. Le basi spaziano un po’ prendendo dentro indie, elettronica, rap… Sono comunque sempre canzoni da 2-3, massimo 4 minuti».
E dopo questa perla da funambolo, direi che possiamo chiudere anche questo episodio. Come al solito vi lascio i link YouTube e Spotify e, questa volta, anche Soundcloud. E se non dovesse bastarvi: il 7 marzo Pesch suona alla Foresta (Rovereto). All’inizio del pezzo trovate il suo IG, seguitelo e verificate di persona che tipo è.
Noi ci sentiamo nel prossimo episodio
Daph


Nome: Pesch
Genere: Canzoni piene di parole
Attivo dal: 2023
Prima canzone: Sabato sera e domenica mattina
La gente dovrebbe ascoltarti: Spero che le altre persone trovino qualcosa di un po’ diverso che gli piaccia e che si possano sentire confortate con la mia musica.
Tagged as: Artisti emergenti / come tutto è (s)partito / Musica
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