Pesch: Come tutto è (s)partito N°23

27/02/2026 - come tutto è (s)partito
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Francesco Peschedasch, in arte Pesch, protagonista di questo episodio di Come tutto è (s)partito N°23

Pesch: Come tutto è (s)partito

I musicisti si conoscono tutti. Ve lo ho accennato tante volte e ve lo ripeto ancora. Sarà che frequentano gli stessi luoghi, sarà che hanno la stessa passione, sarà che le occasioni sono comunque sempre quelle… Io so solo che finiscono sempre per intrecciarsi tra loro, un tappeto di fili mescolati che forma un disegno tutto da scoprire.

E dopo questo lunghissimo preambolo, prendiamo in mano uno di questi fili e andiamo a vedere dove ci porta. L’ultima volta ci siamo lasciati con Jcx di Trambileno e prima ancora con i Quandomai! di Mori, oggi restiamo sempre da quelle parti e andiamo a scoprire Pesch di Serravalle all’Adige.

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Francesco Peschedasch

La prima volta che ho visto Pesch ero a Bolzano, al Sudwerk per girare il video di Carpa. E già solo da questa prima riga ho messo insieme due musicisti. Poi lo ho ribeccato in giro e ne ho sentito parlare di nuovo quando ho intervistato i PKR di cui Francesco Peschedasch è uno dei fondatori.

L’ultima volta che l’ho visto, prima di intervistarlo, era all’inaugurazione di un’associazione (Echoes) che ha messo in piedi con un po’ di amici, tra cui Giorgio, batterista dei PKR.

Visto? I musicisti si conoscono tutti. E dai, e dai è arrivato il momento di parlare di Francesco, cantante produttore e onnipresente come il prezzemolo.

Francesco Peschedasch, classe 2003, è originario di Serravalle all’Adige (perché ci piace nominare per bene tutti i paesini del Trentino) e attualmente domiciliato a Padova per motivi di studio.

La sua storia musicale inizia da bambino quando comincia a studiare violino: «Da piccolo suonavo il violino al CDM – racconta – Ho cominciato con quello perché è lo strumento che suonava mio papà e mi incuriosiva. Fino alle superiori ho studiato violino che è uno strumento abbastanza difficile con una curva di apprendimento molto lunga. Ci vogliono tanti anni per farlo suonare piacevolmente perché è molto facile farlo stridere. È un po’ stressante, ma quando ci riesci è davvero bello».

A cambiare le carte in tavola ci pensa la pandemia: «In quel periodo ho cominciato a scrivere canzoni e le ho fatte sentire al mio maestro di violino. Lui ha detto che era roba interessante e io sono andato a prendere lezioni di armonia pop con un insegnante del CDM».

Quest’insegnante apre a Pesch il mondo di Ableton, uno dei programmi più utilizzati per produrre musica e con questa nuova freccia nell’arco, Francesco Peschedasch si dà alla produzione di canzoni.

«Si può comporre senza saper suonare. Gran parte della musica è composta da persone che non sanno suonare nessuno strumento. Nel mio caso sono partito dal violino che è il contrario dell’armonia perché suona una nota alla volta, mi sono fatto dare qualche dritta e poi ho sperimentato. Credo che la mia formazione di violinista sia un pregio quando devo creare le linee melodiche perché ho sviluppato una buona immaginazione a riguardo».
Francesco Peschedasch, in arte Pesch, protagonista di questo episodio di Come tutto è (s)partito N°23
Pesch
Cantante e producer
«Si può comporre senza saper suonare. Gran parte della musica è composta da persone che non sanno suonare nessuno strumento. Nel mio caso sono partito dal violino che è il contrario dell’armonia perché suona una nota alla volta, mi sono fatto dare qualche dritta e poi ho sperimentato. Credo che la mia formazione di violinista sia un pregio quando devo creare le linee melodiche perché ho sviluppato una buona immaginazione a riguardo».
Francesco Peschedasch, in arte Pesch, protagonista di questo episodio di Come tutto è (s)partito N°23
Pesch
Cantante e producer

Non solo immaginazione sulle linee melodiche, ma anche una preparazione tecnica solida accompagnano Francesco nella sua nuova passione: «Negli anni ho imparato solfeggio e teoria musicale e questo mi è tornata utile per le linee vocali. Sono partito dalla teoria degli accordi che sono più note insieme, il contrario di come ho sempre ragionato con il violino».

Dottoressa Musica

Come altri artisti che abbiamo intervistato, anche Francesco fa parte dei pazienti della dottoressa Musica, quella che ti permette di dar sfogo a tutto ed esprimerti a pieno: «La musica per me è un po’ una valvola di sfogo: in musica puoi dire tutto e io sono sempre stato uno che fatica a verbalizzare le emozioni. La musica mi ha aiutato a dire cose che non avrei detto a nessuno. Mi ha aiutato a dirle anche a me stesso».

Abbiamo sentito tante volte che le canzoni sono strumenti per esprimere emozioni e Pesch si inserisce in questo filone aggiungendo però un altro tassello: «Ho cominciato a fare musica perché mi piace. Ascolto tanta musica e ho sempre suonato quindi mi è venuto naturale».

Decidere poi cosa farci di questa spinta naturale è tutta un’altra questione, ma Pesch non ha grosse pretese e vuol solo poter coltivare la sua musica: «Ho visto tanta gente che faceva musica da un po’ vedere che non arrivare risultati e smettere. E ci sta. Io però non ho l’obiettivo di farne un lavoro anche perché so che finirei per bloccarmi».

«La musica è una passione ingrata se vuoi diventarci ricco. Io studio musica elettronica al conservatorio e l’obiettivo è quello di fare un lavoro partendo da questa formazione tecnica. Magari farò il fonico, qualcosa che mi piace, che è in ambito musicale e mi permette di coltivare la musica in modo personale. Credo che dalla musica tu non debba aspettarti niente, soprattutto se come noi sei in Trentino e hai pochi agganci, altrimenti diventa frustrante. Fai musica perché ti va, perché ti fa stare bene, perché ti piace ascoltarti»
Francesco Peschedasch, in arte Pesch, protagonista di questo episodio di Come tutto è (s)partito N°23
Pesch
Cantante e producer

Pura passione che si mescola sempre con la voglia di fare bene: «Ovviamente non ti devi sabotare! Bisogna sempre fare le cose al meglio, se ci tieni. Però credo che valga la pena viversela bene, senza mettersi in competizione con gli altri e con sé stessi, altrimenti diventa uno stress».

«La musica è bella perché è varia, non è ripetitiva, è creativa e quello che fai ti può sorprendere sempre. Con la musica c’è sempre da imparare. È vero: ci sono alti e bassi, ma come in ogni cosa. E come ogni cosa, anche della musica ti devi prendere cura. Io, comunque, mi vedo a scrivere canzoni per tutta la vita anche se, magari, lo sapranno soltanto i miei amici»
Francesco Peschedasch, in arte Pesch, protagonista di questo episodio di Come tutto è (s)partito N°23
Pesch
Cantante e producer

I suoi amici e noi altri che leggiamo Come tutto è (s)partito.

Come tutto è (s)partito

Dall’inizio del suo percorso, Pesch ha cambiato qualche formazione, cominciato band lasciate a metà ed è pure stato in Austria per un anno.

«Ho iniziato a fare cose mie con questo mio amico, Raffaele Ferrari delle Pecorelle, poi sono uscito, anche perché vivo a Padova e c’erano delle difficoltà logistiche – confessa Francesco – Questo è stato il primo progetto».

«Io in realtà mi sono sempre visto in un gruppo che è qualcosa di molto diverso da fare il solista. In un gruppo devi far funzionare insieme teste diverse, da solo devi sapere ben chi sei e saper star dietro ai tuoi cambiamenti senza perderti»
Francesco Peschedasch, in arte Pesch, protagonista di questo episodio di Come tutto è (s)partito N°23
Pesch
Cantante e producer

Da quei primi passi l’acqua è passata sotto i ponti e le pecorelle sono diventate PKR, mentre Francesco è finito in altri progetti: «Ho iniziato a fare musica a Padova con un progetto di gente del conservatorio, dove studio. Questo mi ha aiutato perché mi ha permesso di scrivere tante canzoni anche se non è ancora uscito niente. Mi ha aiutato a capire chi sono artisticamente».

Poi però la vita va avanti e i progetti si sfaldano: «Io sono stato un anno in Austria perché sentivo il bisogno di andare via. Il progetto a PD si è arenato anche perché ci siamo tutti divisi, chi andando a Milano, chi ha smesso, chi si è spostato altrove».

Rientrato in patria, a luglio dello scorso anno, Pesch si trova a rimettere insieme la sua carriera artistica che non si è mai fermata anche oltreconfine: «Ho fatto uscire un EP di 5 tracce che si chiama Musica Medicina che ho scritto a Gratz, in Austria. Là non conoscevo nessuno e non ho cercato collaborazione. Ho fatto tutto io con il mio PC e mi sono autoprodotto i pezzi abbastanza romanticamente nella mia cameretta».

«Pesch è il modo in cui mi chiamano i miei amici. Intanto è il mio nome d’arte, poi chissà. Mi piacerebbe anche essere uno che ha 15 nomi d’arte diversi perché mi piace l’idea di fare qualcosa di caotico e non mi piace, invece, l’idea di doversi vendere»
Francesco Peschedasch, in arte Pesch, protagonista di questo episodio di Come tutto è (s)partito N°23
Pesch
Cantante e producer

Musica da equilibrista

In questo momento Pesch ha all’attivo questo EP, una coppia di singoli legati insieme in “Un fine settimana qualunque”, un singolo dal titolo Vedi Cara e musica prodotta con un membro dei Supermarket (un giorno intervisterò anche loro. Abbiate fede).

«Sto lavorando ad alcune cose con la vecchia band padovana, ma chissà cosa uscirà – confessa – e poi sto producendo per altri».

In mezzo a tutto questo c’è in programma anche un album che si spera uscirà entro fine anno.

Che tipo di album? Ve lo dice lui: «Faccio canzoni piene di parole. Faccio un po’ quello che ascolto, cioè indie con un po’ di influenza rap nella musica. Le basi spaziano un po’ prendendo dentro indie, elettronica, rap… Sono comunque sempre canzoni da 2-3, massimo 4 minuti».

«Cerco di essere abbastanza sincero quando faccio musica e quindi abbastanza peculiare. Cerco di non assomigliare troppo ad altro, ci provo, poi assomiglio lo stesso. L’idea però è fare qualcosa che possa sorprendere. Credo che una canzone funzioni se riesce a stare in equilibrio tra “conosco questa canzone prima di averlo sentito” e “cosa è questa roba?!”. Deve stare in mezzo. Provo a raggiungere quel punto. Poi non ce la faccio mai, ma ci provo sempre».
Francesco Peschedasch, in arte Pesch, protagonista di questo episodio di Come tutto è (s)partito N°23
Pesch
Cantante e producer

E dopo questa perla da funambolo, direi che possiamo chiudere anche questo episodio. Come al solito vi lascio i link YouTube e Spotify e, questa volta, anche Soundcloud. E se non dovesse bastarvi: il 7 marzo Pesch suona alla Foresta (Rovereto). All’inizio del pezzo trovate il suo IG, seguitelo e verificate di persona che tipo è.

Noi ci sentiamo nel prossimo episodio

Daph

Carta d'identità: Pesch

Nome: Pesch

Genere: Canzoni piene di parole

Attivo dal: 2023

Prima canzone: Sabato sera e domenica mattina

La gente dovrebbe ascoltarti: Spero che le altre persone trovino qualcosa di un po’ diverso che gli piaccia e che si possano sentire confortate con la mia musica.

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